La vita e la morte
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La vita dell’uomo e tutta la realtà che ci circonda sono la materializzazione di pensieri della mente di Dio, paragonabili ad un bellissimo sogno che il Signore sta facendo. Questo sogno di Dio però è pura realtà, perché il Signore per la sua onnipotenza ha concretizzato materialmente tutto ciò che esiste, realizzando ogni suo pensiero da Spirito sempre sveglio, visto che Lui non dorme mai.
Quando nella vita agiamo secondo la volontà di Dio è come se il Signore stesse sognando tutto questo dormendo tranquillo. Quando noi invece agiamo contrariamente alla sua volontà è come se lo disturbassimo nel sonno a causa dei nostri peccati. Più questi peccati sono gravi e tormentosi per il Signore, più sarà alto il rischio che Lui possa svegliarsi all’improvviso da questo ipotetico sogno, visto che per Lui sta diventando un incubo. Se questo ipotetico sogno di Dio diventerà un incubo allora il Signore si sveglierà all’improvviso e il sogno finirà, cioè la nostra vita e la realtà che ci circonda. Infatti, finendo il sogno di Dio, l’incubo per Lui svanisce ed inizia il nostro, perché il Signore svegliandosi di colpo a causa del bruttissimo sogno dovuto alla nostra vita molto peccaminosa, manderà tutto all’aria, come reazione avversa di chi dorme in pieno sonno e si sveglia all’improvviso, compiendosi l’ira di Dio.
La vita dell’uomo in questa realtà riflette la vita futura ed eterna nel Regno di Dio, infatti, prima di vivere questa vita terrena abbiamo il passaggio da una “vita tenebrosa” ad una “vita terrena nella luce”. Questo passaggio consiste nella nostra nascita, momento in cui passiamo dalla vita vissuta nel buio della pancia della mamma, alla vita terrena che viviamo invece alla luce del sole.
La “vita tenebrosa” nella pancia della mamma la possiamo intendere come questa vita terrena vissuta in una condizione di peccato, quindi nella tenebra.
La “vita terrena nella luce” invece, la possiamo intendere come la futura vita eterna nella luce di Dio, in presenza del Signore, essendo Lui un Essere spirituale di pura luce, infatti noi tutti siamo figli della luce, secondo le tre seguenti citazioni della Sacra Scrittura:
(1)
(Mentre avete la luce, credete nella luce, per diventare figli della luce». Gesù disse queste cose, poi se ne andò e si nascose loro.) Giovanni 12,36
(2)
(Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce;) Efesini 5,8
(3)
(Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre.) 1Tessalonicesi 5,4
La vita dell’uomo in questa realtà terrena è inaspettata per noi, così come è inaspettata la vita eterna futura nel Regno di Dio. Questa vita terrena per noi è inaspettata perché prima di nascere non sappiamo cosa ci attende e non conosciamo la luce del sole. Allo stesso modo, non sappiamo cosa ci attende dopo la morte e non conosciamo la luce di Dio. Così come un bambino farebbe fatica a credere alla realtà terrena che lo attende dopo la sua nascita, allo stesso modo, facciamo fatica a credere alla realtà del Regno dei cieli che ci attende dopo la morte alla presenza della luce del Signore, se ne saremo degni. Nel caso contrario, la nostra incredulità sarà per la nostra futura condizione di vita eterna infernale, in quel luogo che chiamiamo inferno.
È normale che l’uomo avendo ricevuto dal Creatore uno Spirito immortale dovrà vivere eternamente in un luogo di pace o di tormento, dopo essere stato giudicato dal Signore degno o meno della sua pace.
Le seguenti due citazioni del Sacro Vangelo ci fanno capire cosa significa essere degni o meno della pace dei discepoli del Signore Gesù, che riflette la pace di Dio sulla terra, per essere poi proiettata alla vita eterna, sempre se ne saremo degni:
(1)
(In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città.) Matteo 10,11
(2)
(In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.) Luca 10,5
La morte dell’uomo in questa vita
La morte dell’uomo in questa vita è l’effetto malefico della maledizione di Dio sul nostro corpo materiale a causa della disubbidienza di Adamo ed Eva. Questo però non deve demoralizzarci perché la morte non può sussistere se non per la volontà di colui che ce l’ha inflitta, cioè il Signore. Se il Signore decidesse che un uomo non deve conoscere la morte agirebbe prodigiosamente nei suoi confronti per non farlo morire mai, essendo Dio lo Spirito onnipotente di vita eterna del nostro Creatore, custodendo per sempre il corpo di quell’uomo. La morte dell’uomo non potrebbe esistere se non fosse per l’esistenza in vita del Signore che ci ha creato, infatti, se l’uomo non esistesse, vivendo la sua vita più o meno lunga, come potrebbe morire?
La morte sopraggiunge solo se un uomo viene all’esistenza, così come la maledizione di Dio che ci ha portato alla morte è sopraggiunta con l’insorgere del peccato della disubbidienza di Adamo ed Eva.
La morte è anche conseguenza dell’azione ingannevole e malvagia del diavolo nella nostra vita, che agisce su permissione divina e anche questo dimostra l’esistenza di Dio, credendo nel fatto che il diavolo è una creatura Angelica. Quindi la morte è una realtà che esiste in funzione della realtà dello Spirito di vita eterna di Dio Padre e del suo Regno Celeste. Visto che la morte è frutto di una decisione di Dio, allora questa deve essere sicuramente sottomessa alla volontà di Dio. La seguente citazione del Sacro Vangelo ci fa capire infatti che la morte è sottomessa al potere di Dio, quindi alla sua volontà, perché colui che uccide il corpo, cioè il diavolo che produce la morte ed ogni suo servitore, non ha il potere di uccidere l’anima, mentre il Signore ha il potere di far perire anche l’anima:
(E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.) Matteo 10,28
Quindi il SIGNORE, che è la vita, ha il potere sulla morte, per come ci ha fatto capire Gesù anche con la sua seguente affermazione:
(Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?».) Giovanni 11,23
Gesù, con la sua divinità di Figlio di Dio ha dimostrato di essere più forte della morte sottomettendola ancora prima del suo arrivo, con la guarigione del corpo dalla malattia, grazie ai molti miracoli che ha compiuto. Così come il Signore ha il potere di guarire il corpo malato di un uomo vivente, allo stesso modo può guarire il corpo malato di un uomo morto, risuscitandolo con il dono del suo stesso spirito, così come ha fatto con Adamo ed Eva al tempo della creazione dell’essere umano, donandogli appunto uno spirito immortale.
Gesù infine, in riferimento al tempio del suo corpo ha anche detto:
(Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».) Giovanni 2,19
Il Signore Gesù quindi, con la sua risurrezione ha dimostrato di avere distrutto la morte, confermando fino alla fine la verità che è in Lui.
Il messaggero di Dio