Alcune alternative
nel compimento
dei miracoli
La fede cristiana di chi crede in Dio deve essere tale da poter dire che i miracoli compiuti nel passato da chi si è rivolto all’Eterno possono essere compiuti secondo diverse modalità.
I miracoli che Gesù ha compiuto per esempio durante la sua vita terrena sono stati compiuti per la fede del Figlio di Dio nell’Onnipotente Spirito del Padre, ma per chi crede in Dio questi miracoli che Gesù ha fatto potevano essere compiuti in modo diverso, per la grande gloria di Dio.
Alcuni miracoli per i quali possiamo fare degli esempi come alternative del loro compimento sono:
1) Trasformazione dell’acqua in vino da parte di Gesù; Giovanni 2,1
2) Moltiplicazione del pane e dei pesci da parte di Gesù; Marco 6,32
3) Pesca miracolosa in presenza di Gesù; Luca 5,1
(1)
(Trasformazione dell’acqua in vino)
La trasformazione dell’acqua in vino da parte di Gesù è avvenuta nella modalità descritta nel seguente racconto del Sacro Vangelo:
(Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.) Giovanni 2,1
Questo miracolo che Gesù ha fatto poteva essere compiuto anche nelle seguenti tre alternative:
(Prima alternativa)
Gesù poteva dire: (Riempite d’acqua una delle sei anfore), dopo poteva recitare una sua benedizione trasformando l’anfora d’acqua in vino e subito dopo moltiplicando il vino di quell’anfora nelle altre anfore, per come ha fatto con la moltiplicazione del pane e dei pesci, compiendo nello stesso tempo un miracolo di trasformazione e di moltiplicazione di qualcosa in qualcos’altro.
(Seconda alternativa)
Gesù poteva dire: (Mettete un fiasco d’acqua per ogni anfora), dopo avrebbe potuto recitare una sua benedizione per la moltiplicazione dei fiaschi d’acqua versati in modo da riempire completamente le sei anfore, per come ha fatto con la moltiplicazione del pane e dei pesci, trasformando subito dopo tutta l’acqua in vino, compiendo anche in questo caso un miracolo di trasformazione e di moltiplicazione di qualcosa in qualcos’altro nello stesso tempo.
(Terza alternativa)
Gesù avrebbe potuto recitare una sua benedizione o chiedere al Padre di trasportare l’umidità presente nell’aria all’interno delle sei anfore, accumulando tanta acqua fino al totale riempimento, subito dopo avrebbe potuto trasformare tutta l’acqua prelevata dall’aria in vino, per come ha fatto, come se quel vino fosse stato creato dal nulla.
(2)
(Moltiplicazione del pane e dei pesci)
Anche questo miracolo che Gesù ha fatto poteva essere compiuto in modo diverso, la modalità da Lui attuata è quella della seguente testimonianza del Vangelo:
(Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.) Marco 6,32
Questo miracolo compiuto da Gesù con la moltiplicazione del pane e dei pesci poteva avvenire anche secondo un’altra modalità, come per esempio trasformando alcune pietre presenti in quel luogo in pochi pani e pesci, moltiplicandoli poi per come ha fatto per sfamare i presenti.
Anche in questo caso sarebbe stato un miracolo di trasformazione e di moltiplicazione di qualcosa in qualcos’altro contemporaneamente.
Il potere che Dio ha nel trasformare delle pietre in pane o pesci è per i credenti un fatto di fede che ha il suo riscontro nelle seguenti due citazioni del Vangelo:
(Primo riscontro nel Vangelo)
Dalle parole di un Angelo, lo Spirito di Satana:
(Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».) Matteo 4,1
Queste parole dell’Angelo che è Satana rivolte a Gesù confermano che Dio ha il potere di trasformare delle pietre in pane, confermando la possibile alternativa nel compimento del miracolo di Gesù prima riportato per la moltiplicazione del pane e dei pesci.
(Secondo riscontro nel Vangelo)
Dalle parole profetiche di Giovanni il Battista:
(Fate dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire fra voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo.) Luca 3,8
Queste parole di Giovanni il Battista alle quali bisogna credere sono un’altra conferma del fatto che Dio può trasformare delle pietre in qualcos’altro, qualsiasi cosa sia.
Le parole di questa citazione del Vangelo sono confermate dalla stessa creazione da parte di Dio dell’essere umano, il quale, così come è stato plasmato dalla polvere della terra, allo stesso modo poteva essere plasmato dalla polvere di una pietra, cioè da una pietra ridotta in polvere.
Infatti la Sacra Scrittura dice:
(Anche gli uomini provengono tutti dalla polvere e dalla terra fu creato Adamo.) Siracide 33,10
(3)
(Pesca miracolosa in presenza di Gesù)
La pesca miracolosa compiuta dai discepoli di Gesù, avvenuta in presenza di Lui, poteva avvenire in altra modalità, traendone la conferma dal Vangelo stesso per esempio, da un prodigio simile compiuto dal Figlio di Dio.
Segue il racconto della pesca miracolosa riportato nel Sacro Vangelo:
(Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.) Luca 5,1
Questo miracolo poteva essere compiuto per esempio secondo la seguente alternativa:
Gesù avrebbe potuto dire a Simone:
(Vai, prendete il largo con l’altra barca e gettate le reti per la pesca, io vi aspetterò qui.).
Simone, ubbidendo alla parola di Gesù, avrebbe pescato la stessa quantità di pesci, anche se Gesù non era presente con loro sulla barca, perché sappiamo che i miracoli da Lui compiuti non sono avvenuti esclusivamente per la sua presenza nelle varie circostanze.
Un paio di conferme, come prodigi compiuti da Gesù non in sua presenza, sono le seguenti:
(Prima conferma)
Pesce che si lascia prendere da Simone, non in presenza di Gesù:
(Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì». Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei». E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».) Matteo 17,24
Per come si capisce da questo racconto del Vangelo, la conferma dell’alternativa nel compimento della pesca miracolosa è data dalle seguenti due similitudini:
(1)
Comando di Gesù dato a Simone di andare al mare per prendere una moneta dalla bocca di un pesce, così come poteva ordinare a Simone di prendere il largo, gettare le reti e pescare, non in sua presenza.
(2)
Il pesce che si lascia prendere da Simone per consegnargli la moneta, come i molti pesci entrati nella rete che si lasciano pescare, perché per Dio l’Onnipotente, comandare ad un pesce o ad una moltitudine di pesci non fa differenza.
(Seconda conferma)
Servo del centurione guarito miracolosamente, non in presenza di Gesù:
(Entrato in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.) Matteo 8,5
Addirittura, questo miracolo compiuto da Gesù non in sua presenza, che conferma l’alternativa della pesca miracolosa, è avvenuto non per sua volontà ma per la volontà e fede del centurione, così come per la pesca miracolosa uno dei discepoli di Gesù poteva dire:
Signore, non abbiamo pescato nulla tutta la notte, ma sulla tua parola prenderemo il largo e pescheremo.
Gesù, avrebbe sicuramente risposto: Andate!
E i discepoli avrebbero riempito ugualmente la barca di pesci.
Il Messaggero di Dio