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Il nulla di una vita nella malattia a confronto dell’eternità!

La parola “nulla” in riferimento ad una vita intera vissuta nella malattia non vuol dire che una lunga sofferenza patita sia una cosa da niente perché sappiamo tutti cos’è il malessere nel corpo e nello spirito dovuto anche per un “semplice” mal di testa di due ore.
Una vita intera vissuta nella malattia con tutte le difficoltà che si presentano, come tempo passato e che verrà dimenticato, può essere definita un “nulla” soltanto se la mettiamo a confronto con l’eternità che abbiamo davanti, infatti se facciamo un calcolo per capire quanto incide questo tempo vissuto nella malattia sul tempo infinito dell’eternità otteniamo come risultato 0,00000000… tendente all’infinito, come se questo tempo di malattia e malessere non fosse mai esistito.
Se vero è che la nostra vita continuerà in eterno allora la sofferenza vissuta nella vita terrena sarà prima o poi dimenticata, passando ad una condizione di vita nella pace e nel benessere senza fine, un buon motivo per vivere la sofferenza in modo diverso.
Una parte della Sacra Parola di Dio che conferma questo è la seguente:

(Chi vorrà essere benedetto nella terra, vorrà esserlo per il Dio fedele; chi vorrà giurare nella terra, giurerà per il Dio fedele, perché saranno dimenticate le tribolazioni antiche, saranno occultate ai miei occhi. Ecco, infatti, io creo nuovi cieli e nuova terra; non si ricorderà più il passato, non verrà più in mente, poiché si godrà e si gioirà sempre di quello che sto per creare, poiché creo Gerusalemme per la gioia, e il suo popolo per il gaudio. Io esulterò di Gerusalemme, godrò del mio popolo. Non si udranno più in essa voci di pianto, grida di angoscia.) Isaia 65,16

Sul fatto che il tempo vissuto in questa vita terrena può essere considerato molto breve o addirittura un “nulla” possiamo riflettere anche sulle seguenti parole del profeta Isaia:

(Secca l’erba, il fiore appassisce quando soffia su di essi il vento del Signore. Veramente il popolo è come l’erba. Secca l’erba, appassisce il fiore, ma la parola del nostro Dio dura per sempre.) Isaia 40,7

Per chi si ritrova a vivere nel malessere a causa di una qualche malattia la cosa migliore da fare è quella di avvicinarsi il più possibile a Dio, per mezzo della sua Parola di verità, grazie alla quale è possibile sperare in una potenziale guarigione, come accaduto molte volte nel passato a chi ha riposto la sua fiducia nel Signore, l’unico che può donarci la salvezza del corpo e dell’anima, intese come guarigione dalla malattia, risurrezione dalla morte e vita eterna nella pace e beatitudine in un Regno grandioso che non potrà mai essere distrutto.
Dio, per mezzo del suo Figlio Gesù Cristo ci ha dimostrato molte volte di poter confidare in Lui nel momento del bisogno ed essendo la Parola di Dio sempre viva ed efficace, occorre dare piena fiducia alle parole del Vangelo, come centro del Cristianesimo sul quale è fondata la nostra fede.
Le seguenti tre citazioni del Vangelo ci fanno riflettere sul potere di Gesù nell’operare guarigioni del corpo e dello spirito, a prescindere dalla gravità della malattia e dalla sua origine:

(1)

(Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì.) Matteo 4,23

(2)

(Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.) Marco 1,34

(3)

(Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.) Luca 4,40

Pur rimanendo per molto tempo in una condizione di malessere a causa della malattia non bisogna mai perdere la speranza in una possibile guarigione, il Signore può benissimo operarla nel momento in cui ci si sente con le spalle al muro, senza avere nemmeno la forza di poter continuare a sperare.
La conferma di questo è la guarigione del corpo “malato” di un uomo che non ha più possibilità di sperare, cioè un morto, grazie alla risurrezione.
Se crediamo nella risurrezione dei morti a maggior ragione dobbiamo credere nella guarigione dalla malattia, ma anche se questa non dovesse accadere è sempre per la volontà di Dio, il quale può considerare la guarigione da una malattia nel corpo materiale come la cosa meno importante da chiedergli, infatti nella preghiera del Padre Nostro che Gesù ci ha insegnato la “liberazione dal male” viene chiesta per ultima, dando priorità alle cose più importanti.
Per chi non le conosce le parole del Padre Nostro sono le seguenti:

(Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.) Matteo 6,9

La liberazione dal male può essere considerata la cosa meno importante da chiedere perché il diavolo stesso, come male presente nel mondo, sarà scacciato da Dio dalla nostra presenza alla fine dei tempi, dopo averlo lasciato libero dal principio di agire maleficamente nei nostri confronti a causa della nostra disubbidienza.
La presenza di Satana nel mondo può essere vista come la presenza della malattia nel nostro corpo e se Dio ci libera dal diavolo allora ci libera anche dalla malattia.
La liberazione dal male, intesa come guarigione dalla malattia, essendo stata chiesta da Gesù per ultima, può anche essere vista come un premio per aver santificato il nome del Signore, per aver praticato la pace voluta da Dio nel suo Regno e la sua giustizia nell’osservanza dei comandamenti, vivendo nell’amore di Dio.
Nel caso contrario bisogna fare di tutto per servire il Signore per come Lui vuole, potendo sperare meglio in una possibile guarigione, a prescindere se viene chiesta o meno in una preghiera.
Il Signore, valutando la servitù nei suoi confronti, potrebbe decidere spontaneamente di operare uno dei suoi prodigi a favore di chi vive nella malattia.
Le seguenti parole di Dio per mezzo di Mosè ci fanno capire che la salute del nostro corpo dipende anche o soprattutto dalla nostra servitù nei confronti di Dio, facendo quello che Lui ci ha comandato:

(Voi servirete il Signore, vostro Dio. Egli benedirà il tuo pane e la tua acqua. Terrò lontana da te la malattia. Non vi sarà nella tua terra donna che abortisca o che sia sterile. Ti farò giungere al numero completo dei tuoi giorni.) Esodo 23,20

In questa citazione con la parola “pane” intendiamo il cibo che mangiamo e con la parola “acqua” intendiamo ciò che beviamo.
Questo ci fa capire che non servendo il Signore, ciò che Lui ha creato e ci ha messo a disposizione per la nostra alimentazione non può darci il beneficio nel corpo che dovrebbe darci, anzi, darebbe un effetto contrario e per chi vive nella malattia è un cosa controproducente non a favore della guarigione.


Il messaggero di Dio